Sollecito Morosità Inquilino Excel - Modello Gratis
Registro Excel per solleciti morosità: arretrati, ritardi, contatti e stato pagamento in un unico foglio per proprietari e locatori.
Questo modello Excel serve a registrare i solleciti per morosità dell’inquilino, con arretrati, spese, ritardi, contatti e stato del pagamento in un unico file. Include il foglio Morosità, una Dashboard riepilogativa e le Istruzioni.
Il primo foglio, visibile nell’immagine 1, è una scheda operativa per seguire ogni posizione: canone mensile, mesi insoluti, importo arretrati, penali, totale dovuto e giorni di ritardo. L’immagine 2 mostra la dashboard con i KPI principali, mentre l’immagine 3 raccoglie le istruzioni per compilare il file senza lasciare campi incoerenti.
È utile se Lei è proprietario di un bilocale, locatore con più immobili o amministratore che vuole tenere traccia dei solleciti prima di passare a un avvocato o a una procedura di sfratto per morosità. Con pochi dati inseriti, il foglio rende subito chiaro chi è in ritardo e quanto manca all’incasso.
I vantaggi principali di questo modello Excel
- Tiene insieme in un solo registro arretrati, contatti e stato del sollecito.
- Mostra il totale dovuto con formula automatica, così evita errori di somma manuale.
- Le consente di vedere subito i giorni di ritardo e dare priorità ai casi più urgenti.
- Aiuta a distinguere canone, spese condominiali e penali o interessi.
- Rende più ordinato il rapporto tra locatore e conduttore, soprattutto con più mensilità scoperte.
- La dashboard evidenzia in modo immediato i casi non pagato, pagato e in lavorazione.
- È utile anche per preparare la documentazione prima di un eventuale passaggio a legale o recupero crediti.
Guida passo passo
- Compili il foglio Morosità con i dati del conduttore, dell’immobile e del contratto. Inserisca importi e date nella colonna corretta per mantenere il registro leggibile.
- Indichi i mesi insoluti e l’eventuale importo delle spese condominiali. In questo modo il totale dovuto resta distinto tra canone e oneri accessori.
- Aggiorni lo stato del sollecito dopo ogni contatto. Se l’inquilino paga, registri l’esito e la data dell’ultimo contatto.
- Controlli la Dashboard per vedere quanti casi risultano aperti, quanti sono in ritardo e quale valore complessivo è ancora da incassare.
- Usi il file per preparare il sollecito successivo con una base ordinata. Per 3 o 4 posizioni aperte, questo evita di perdere tempo tra messaggi, email e fogli separati.
- Quando termina l’anno, duplichi il modello e archivi la versione precedente. Così conserva lo storico dei ritardi senza sovrapporre le situazioni.
Funzioni incluse
Quando serve un registro dei solleciti per la morosità
Questo foglio è pensato per il proprietario che affitta un appartamento a 750 €/mese e si trova con 1, 2 o 3 mensilità non pagate, ma anche per il locatore con più unità che deve tenere traccia dei contatti. Nell’immagine 1 si vede subito che il modello separa dati anagrafici, importi e stato del sollecito, così ogni posizione resta leggibile senza aprire più file.
Il momento in cui diventa utile è quasi sempre lo stesso: dopo il primo mese saltato, quando il canone è ancora recuperabile con un richiamo scritto, oppure quando il ritardo supera i 30 giorni e serve una traccia ordinata prima di passare a diffida o legale. Se Lei gestisce 5 immobili, anche solo 2 casi aperti al mese significano 24 righe l’anno: senza un registro, i numeri si perdono in chat e email.
Chi lo usa nella pratica
Lo usano il proprietario privato, il piccolo investitore e chi amministra immobili per conto terzi. È utile anche per chi vuole preparare un dossier pulito prima di una trattativa sul rientro del debito o di una richiesta di pagamento formale.
Regole utili su morosità, contratto e sollecito
Nel contratto di locazione, la morosità non va trattata come un semplice ritardo informale: se l’inquilino accumula canoni insoluti, il proprietario deve poter documentare importi, date e contatti. In un 4+4 da 750 €/mese, due mensilità scoperte valgono già 1.500 €: se aggiunge 120 € di spese condominiali e 30 € di interessi o penali, il totale sale a 1.650 €.
Per chi usa la cedolare secca, il tema fiscale resta separato dal recupero del credito, ma l’ordine dei dati aiuta a non confondere canone, accessori e somme effettivamente incassate. La soluzione più semplice, nella pratica, è tenere il sollecito in Excel e aggiornare ogni contatto con data e esito: in caso di contestazione, la sequenza cronologica vale molto più di appunti sparsi.
Cosa conviene fare prima di alzare il livello
Prima di passare a una lettera formale, conviene avere chiaro l’ammontare esatto del dovuto e da quanti mesi è aperto. Se la posizione supera 2 o 3 mensilità, il foglio diventa la base minima per decidere se insistere con il recupero bonario o se far intervenire un professionista.
Gli errori che fanno perdere tempo e soldi
Il primo errore è sommare tutto insieme: canone, spese condominiali e interessi hanno natura diversa e, se li confonde, Lei rischia di contestare importi sbagliati. Un errore di 100 € su 3 mensilità non sembra grave, ma in un rapporto teso può bloccare il rientro del debito e far slittare di settimane il pagamento.
Il secondo errore è non annotare le date. Senza una riga con giorno di sollecito e ultimo contatto, dopo 45 o 60 giorni non si capisce più se il conduttore ha promesso il pagamento, se ha già versato un acconto o se la posizione è ferma da troppo tempo.
Perché la struttura del foglio evita contestazioni
Un registro ordinato riduce gli equivoci quando il caso passa da un sollecito amichevole a una diffida scritta. Se i campi sono compilati bene, Lei può dimostrare che il canone mensile era 1.200 €, che i mesi insoluti erano 2 e che l’importo totale richiesto era 2.520 € includendo 120 € di spese e 120 € di accessori.
Come usare il file ogni mese senza abbandonarlo
Il modo più semplice è collegarlo a una scadenza fissa: per esempio il controllo dei canoni il giorno 5 di ogni mese, subito dopo il termine di tolleranza interno che Lei decide di applicare. Se il file diventa routine, basta aprirlo una volta al mese e aggiornare le righe aperte in 10 minuti.
Conviene anche duplicare il foglio dell’anno precedente e usare convalida dati per tenere puliti gli stati, ad esempio Non pagato, pagato o in trattativa. Con 20 posizioni attive, una formattazione condizionale che colora in rosso i ritardi oltre 30 giorni aiuta a non perdere i casi più urgenti.
Quando il foglio non basta più
Se Lei gestisce decine di unità, più scadenze e un flusso continuo di incassi parziali, il limite del foglio singolo arriva presto. In quel caso serve un gestionale o almeno un database più strutturato; ma per 1-15 immobili questo modello resta la soluzione più rapida e concreta.